Assicurativo 2.0    Store    Segnala    Dizionario    G.U.    Giurisprudenza    Rassegna Enti   
invio comunicati a info@assicurativo.it facebook twitter telegram mail    

 

Contrassegno 2006-11-27 - Pdf - Stampa

Esposizione contrassegno assicurativo falso: Cassazione, sez. Penale n. 34179\2006

Il fatto non sussiste dalla imputazione di tentata truffa

 

S
Svolgimento del processo

Con sentenza del 14 novembre 2005, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Larino ha prosciolto R.S., a norma degli artt. 459, comme 3, e 129 cod. proc. pen., perchè il fatto non sussiste dalla imputazione di tentata truffa per avere, apponendo sul parabrezza del proprio autocarro un certificato assicurativo falso e tacendo tale falsità al momento del controllo di alcuni agenti, compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco ad indurre in errore tali agenti circa la regolarità della posizone assicurativa dell'autocarro stesso, per procurarsi "l'ingiusto profitto di non pagare la sanzione amministrativa con mancato introito di denaro per l'erario e non subire il sequestro dell'autovettura non assicurata".


Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Campobasso, il quale ha dedotto violazione di legge.


Ad avviso del ricorrente, infatti, sussisterebbero gli estremi del contestato reato, in quanto l'imputato non si sarebbe limitato a circolare senza il certificato di assicurazione, ma attraverso il quid pluris rappresentato dalla esposizione di un falso certificato, avrebbe eluso i controlli, sottraendosi al pagamento della sanzione amministrativa e della eventuale confisca del veicolo.


Il ricorso è infondato.


Questa Corte ha infatti in varie circostanze avuto modo di affermare che l'esposizione sul parabrezza della autovettura del disco contrassegno materialmente falsificato unitamente alla ricevuta, integra il reato di truffa consumata, in quanto l'agente, facendo risultare l'adempimento dell'obbligo fiscale, si è sottratto al pagamento del maggior importo dovuto all'erario (Cass. Sez. II, 28 settembre 1989, Zito; Cass. Sez. II, 14 novembre 1989, Scarcelli).


Ma tale orientamento, pur avallato da una pronuncia delle Sezioni Unite (Cass. Sez. Un., 21 giugno 1986, Giovannelli), non soltanto non ha mancato di far registrare opposte decisioni anche in epoca successiva (vedi, ad es., Cass. Sez. II, 09 maggio 1989, De\Cesare; Cass. Sez. II, 30 giugno 1988, Ricucci), ma è stato pure vivacemente resistito in dottrina.


Partendo, infatti, dalla premessa per la quale nella struttura della truffa, secondo il suo schema tradizionale, sarebbe presente, come requisito implicito, quello dell'atto di disposizione patrimoniale - quale elemento intermedio derivante dall'errore e causa dell'ingiusto profitto con altrui danno (la truffa, è stato sostenuto, sarebbe appunto caratterizzata da tre eventi) - si è infatti osservato, al riguardo, che, pur ammettendosi la configurabilità di un atto dispositivo di carattere omissivo, nell'ambito della condotta innanzi delineata mancherebbe un qualsiasi atto di disposizione patrimoniale, non essendo esso ravvisabile nel fatto che gli organi di controllo, indotti in errore, non contestino l'evasione tributaria, nè tantomeno nel fatto che l'erario si limiti a subire l'inadempienza dell'agente al momento del versamento della somma inferiore a quella dovuta: il reato, si è ancora osservato, non sarebbe nella specie ipotizzabile perchè manca la necessaria cooperazione della vittima.


Inoltre, non ricorrerebbe la necessaria sequenza "artificio - induzione in errore - profitto", perchè, al contrario, il profitto sarebbe realizzato immediatamente, grazie al versamento di una somma inferiore, e l'alterazione del contrassegno risulterebbe finalizzata a dissimulare il profitto già ottenuto.


Simili rilievi, di tutt'altro che evanescente spessore, valgono ovviamente eo magis nella ipotesi che qui rileva, posto che tra il "contravventore" e la pubblica amministrazione non sussisteva, prima della falsificazione del certificato di assicurazione, alcun rapporto di "debito", tributario o di altra natura; sicchè il comportamento fraudolento in nessun modo poteva correlarsi ad un "danno" dell'erario, neppure dilatando al massimo la nozione di atto di disposizione di carattere omissivo.


Il profitto conseguito dall'imputato, infatti, era quello derivante dalla circolazione senza la copertura assicurativa: dunque, un fatto del tutto neutro agli effetti di un ipotetico "danno erariale", proprio perchè quella condotta non era destinata a spostare "risorse" economiche dal soggetto in ipotesi truffato all'autore di tale condotta.


A simili principi, d'altra parte, ha fatto appello anche la giurisprudenza di questa Corte, allorchè ha avuto modo di affermare che non integra il delitto di tentata truffa la condotta costituita dalla produzione di falsa documentazione a sostegno di un ricorso al prefetto avverso l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa per violazione delle norme sulla circolazione stradale (Cass., Sez. VI, 25 giugno 2001, Scopacasa).


Si è infatti sottolineato - escludendosi la configurabilità della truffa, anche nella forma tentata - che, nel procedimento volto all'accertamento della infrazione amministrativa, l'autorità che irroga la sanzione in nessun modo compie un atto che possa essere riguardato come disposizione di carattere negoziale incidente sul patrimonio della amministrazione rappresentata, nè, tantomeno, sul patrimonio del trasgressore, ma pone in essere un atto autoritativo di tipo "ablatorio" che costituisce manifestazione tipica dell'esercizio di uno specifico e tipizzato munus, quale è quello di applicare sanzioni.


E' del tutto evidente, allora, che, come non può ipotizzarsi, in tale schema pubblicistico, il carattere dispositivo e negoziale dell'atto (l'accertamento della violazione) dal quale può scaturire l'insorgenza del "danno" patrimoniale postulato come elemento essenziale della truffa, nessuna lesione del bene protetto è ipotizzabile ove la condotta fraudolenta si sia limitata, come nella specie, ad eludere l'accertamento di infrazioni amministrative, che costituiscono - esse stesse - il profitto già conseguito dal trasgressore.


P.Q.M.


Rigetta il ricorso.


Così deciso in Roma, il 03 ottobre 2006.


Depositato in Cancelleria il 12 ottobre 2006


Non perdere gli aggiornamenti via Telegram o via email:

Email: (gratis Info privacy)




2006-11-27 Chi: Spataro

Contrassegno - Indice: 1. Certificato vs contrassegno o tagliando assicurativo 2. Depenalizzata la falsificazione di contrassegno assicurativo 3. Controlli automatici da ogni telecamera sulla polizza assicurativa 4. Via libero ai telecontrolli automatici delle polizze assicurative 5. Contrassegno assicurativo elettronico e controlli automatici anche all'autovelox e ztl 6. Cassazione 1823 del 2010: Prova del conducente e sul contrassegno assicurativo 7. Contrassegno assicurativo: obbligario risarcire anche in mancanza del pagamento o con contratto inefficace 8. Contrassegno e polizza false: reato di falso o frode assicurativa: Cassazione 22917 del 2012 9. Sull'esposizione del contrassegno assicurativo - Torna alle guide




Argomenti:



eventi sponsorizzati:



Novitā:

Danno alla salute e quantificazione come sinistro stradale: Cassazione civile III civile n. 28986 Anno 2019 Scatola nera e riduzione dei premi delle polizze assicurative Dispositivi antiabbandono da oggi obbligatori Sinistri in bicicletta: BikeItalia, Submarine Istat: la mappe del pericolo Non solo diritto: per cinque sere in compagnia del paradiso Privacy: titolare o responsabile ? Cassazione su Pedone e esclusione della responsabilitā del conducente La liquidazione del danno biologico negli infortuni sul lavoro Assicurazione obbligatoria e mancata partecipazione in causa dell'assicurazione










Indice:
Documenti
- Banca dati
- Codice assicurazioni
- Commenti
- Dizionario
- Gazzetta assicurativa
- Giurisprudenza
- Legislazione
- Regolamento
- Video
Danno non patrimoniale
- Calcolo non patrimoniale

Danno Biologico
- Calcolo danno biologico
- Danno biologico
- Sentenze
- Norme

Danno Esistenziale
- Danno esistenziale
- Sentenze
- Norme

Tabelle
- Tabella di Milano (2011)
- Tabella danno biologico Roma 2007
- Tabella di Firenze (2007)
- Tabella punti Micropermanenti
- Tabella Inail
- Tabella invalidità micropermanenti
- Tabella in formato.xls
- Allegati in formato testo
- Tabella Inail
Indennizzo Diretto
- Controlla i risarcimenti !
- News
- Faq

Rca
- Notizie
- Sentenze
- Norme

Altri
- Convegni
- Calcolo di danno biologico
- Software calcolo danno biologico
- Newsletter
- Mondo auto
- Software


I testi sono degli autori e di IusOnDemand srl, cc nc sa - Documenti non ufficiali - P.IVA: 04446030969 - About - Map - Privacy - Cookie - Condizioni d'uso - Logo - In